| Azioni: investire nella crisi con metodo |
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| Scritto da Alberto Duse | |
| Domenica 19 Luglio 2009 16:37 | |
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Considerato che l'ultimo decennio è stato uno dei peggiori per le azioni, molti giovani investitori, risultano maggiomente prudenti nell'approccio ai titoli azionari. La logica vuole che si aspetti un recupero dei mercati per poi rituffarsi nelle azioni. Forse non funziona proprio così... Uno studio di T. Rowe Price dimostra infatti che chi inizia ad investire nel corso di un bear market ottiene nel lungo termine risultati doppiamente migliori di chi aspetta i segnali di ripartenza dei mercati. Lo studio, completato da Christine Fahlund, vice presidente di T.Rowe Price per l'associazione americana degli investitori privati, osserva quattro periodi di investimento, tra i quali due tra i peggiori del mercato, il 1929, il 1950, il 1970 ed il 1979, in cui investire 500 dollari al mese (con una strategia di accumulo PAC)sull'indice s&p 500 reinvestendo i dividendi.
I due investimenti effettuati immediatamente prima dei bull market hanno generato rendimenti sicuramente elevati nei primi dieci anni. Tuttavia dato l'accumulo di quote ad un prezzo medio superiore nei successivi 20 hanno dato rendimenti molto inferiori rispetto ai due investitori che hanno mediato i przzi al ribasso nelle fasi di bear market. La performance risulta adirittura doppia a favore degli investitori che hanno accumulato azioni durante le crisi dei mercati.
La Fahlund nel suo report afferma con un espressione colorita che un inizio "povero" non corrisponde ad un "nido" povero, la storia e la statistica lo confermano. Alcuni dubitano infatti che i giovani investitori possano recupare le ingenti perdite subite a causa di mercati così volatili, invece utilizzando un metodo continuativo e puntando al lungo termine potrebbero beneficiare in maniera significativa di tali eventi.
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