| Obama vs. Berlusconi: deficit e debito secondo due punti di vista |
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| Scritto da Alberto Duse |
| Mercoledì 17 Giugno 2009 20:05 |
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Spende ed ha speso per le banche, per le auto, per l’energia, per tutto. Ha stampato moneta in modo pazzesco, anche se alla fine ben poca è finita nelle tasche dei contribuenti che anzi hanno visto assottigliarsi ragguardevolmente le loro capacità di credito, vuoi per il calo dei prezzi delle case, vuoi per la stretta coordinata dalle banche. Il deficit salirà in modo pazzesco soprattutto nei prossimi anni anche a causa del maggior costo del debito pubblico in termini di interessi, aumentando il gap del disavanzo primario che verrà citato per confondere le idee sulla sostenibilità dell’economia. Spaventa l’intervento sulla sanità che costerà il doppio agli USA rispetto ad ora e gli investimenti in energie rinnovabili. Tanto poi paga tutto la Cina. Ed invece no, Cina e Giappone vogliono vendere debito americano e sicuramente cominceranno ad adottare politiche di protezione ai propri investimenti. Forse l’Europa potrebbe beneficiarne, ma è sicuramente un fatto solo temporaneo. La fiducia dei consumatori tuttavia sale. Quando Wall Street cresce, anche la consumer confidence aumenta, è il mercato che la tira. Non viceversa.
Non basta, gli Stati Uniti rischiano grosso ed anche se qualcuno vede nella crescita dei rendimenti del titolo a 30 anni un movimento fisiologico dati i tasi ai minimi storici, qualcun altro intravede un gioco di potere che coinvolge l’Asia che potrebbe essere l’unico contratto non scritto in grado di salvare gli States. Se però andasse male sarebbero guai. Sull’altro fronte l’Europa che non cresce, i servizi languono, l’Euro continua a costare troppo per certi paesi che sono indietro e si trincerano dietro il baluardo della competitività della moneta unica che non solo non lo è ma rischia soprattutto di diventare la grande zavorra al recupero di produttività di certe zone, vedi l’est appena entrato che se ne è già accorto. Tuttavia il santo Euro, rischia di confondere ancora una volta le idee se dovesse innescarsi un flusso di acquisto sui bond sopracitato.
L’Italia sofre ancora di più, il famoso paese di santi, navigatori, ingegneri ecc. non ne trova più. Almeno se li facciamo rientrare nel settore terziaro. Che soffre e di cui nessuno si preoccupa, coloro i quali dal dopoguerra hanno contribuito a formare la classe dirigente attuale, ingrata e cieca.
Kakà o Ronaldinho non li ha comprati con i soldi dei contribuenti. Ed ora c’è addirittura chi paventa che il Milan diventerà una squadretta da metà classifica perché il suo presidente ha esaurito le sue necessità di blasone e prestigio. Sicuramente il Milan saprà smentire le malelingue… |


Obama sta spendendo una quantità di dollari spaventosa.
Questione di popolarità, marketing. Quello in cui crede il presidente sin da quando ha cominciato ad utilizzare le mailing list su Internet per guadagnare voti e consensi.
Ma almeno e di questo bisogna dargli merito, il presidente del consiglio il consenso se lo è costruito in altro modo.