| Borse e mercati, l'anno che verrà |
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| Scritto da Alberto Duse | |
| Lunedì 29 Dicembre 2008 03:45 | |
Borse e mercati, quali prospettive per il 2009 ? Ci sarà una ripresa ? Quali azioni saranno il miglior investimento ? Un tema su tutti, il metallo giallo, ORO come approvvigionamento di sicurezza, la polizza assicurativa per l'anno che verrà.
Abbiamo valutato attentamente i movimenti che il mercato ha compiuto nel 2008, incontrando un movimento primario di medio termine sicuramente ribassista. Riconducendo l'esperienza ai cicli storici di cui siamo osservatori, per medio termine intendiamo un periodo di due anni in cui la performance negativa dei listini raggiunga valori compresi tra -25% e – 60% rispetto all'ultimo periodo di crescita considerato.
Nel 2008 la bolla del settore creditizio, che ha le sue origini all'inizio degli anni 80 ha innescato un crollo di proporzioni epocali per velocità ed effetti reali. La maggior parte delle istituzioni finanziarie maggiori sono infatti state travolte ed hanno bruciato il loro valore fino a ridursi al livello di società che fino a poco tempo fa erano considerate medio piccole.
Le banche centrali hanno assecondato fino ad un certo punto il mercato per poi opporsi in maniera vigorosa al crollo iniettando liquidità attraverso manovre conservative mirate e la diminuzione dei tassi di interesse. Tuttavia gli effetti sono stati limitati almeno in questa fase. Citiamo il caso Lehman come precedente storico ma vogliamo focalizzarci sugli effetti di tali interventi.
La riduzione dei tassi, assiste infatti il credito per consentirne una fase espansiva. Aumentare la potenzialità di spesa o di investimento da parte di un soggetto attraverso la maggiore amenità del costo del debito è un fattore che la gestione moderna della politica economica ha consentito ed ha sviluppato con il primato della statistica e l'abbandono di strutture costringenti come la parità dell'oro. (Bretton Woods)
Tuttavia tale sistema reso efficiente dai mercati ma utilizzato in maniera scellerata per troppo tempo ha creato un gap tra necessità e voluttuarietà molto forti. L'amministrazione Bush è stata scandalosa proprio per quest'ultimo peccato. Ha distolto infatti l'attenzione dalle reali necessità di un paese che si è trovato a credere a falsi miti e false speranze rincorrendo alla velocità della luce lo strumento per scaricare su qualcun altro la patata bollente.
Così si crea la speculazione, ma sulla speculazione le statistiche tanto care agli economisti saltano. Ed intervengono fattori molto più complessi ed aleatori che in taluni casi si cerca di ricondurre a ragione proprio attraverso sistemi neurali (molti fondi di investimento adottano un approccio di tipo quantistico). In ogni caso il rendimento è limitato perchè alla base manca la necessità. Molti sono liquidi, tuttavia rispetto al margine che hanno non trovano un contenitore dove trasferire il denaro.
L'oro ha questa valenza. In periodi di crisi il metallo giallo è sempre stato il quantum capace di distinguere l'economia rurale dalla finanza. Baratto contro investimento, capacità produttiva contro finanza inflattiva. L'oro dunque risulta il mio asset preferito anche per la prima parte del 2009 e le società che lo estraggono scambiando sotto la parità rispetto al loro patrimonio netto sono sicuramente degne di entrare nella lista dei titoli da tenere maggiormente d'occhio.
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