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Scritto da Alberto Duse
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Venerdì 20 Febbraio 2009 18:10 |
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"Il mondo è passato dal più grande boom economico globale coordinato nella storia alla prima coordinazione globale nel crollo dopo la Grande Depressione. Il monito non deriva certo da una considerazione sulla ferinità del libero mercato, ma da una considerazione sulle responsabilità politiche ed economiche di governi e banche centrali." Così Marc Faber sul Wall Street Journal.
Di Faber abbiamo già parlato, non come una Cassandra, come apparirebbe e come è sovente apparso rispetto alle sue affermazioni contenute anche nei suoi famosi Reports "The Boom, Gloom and Doom", ma bensì come un attento osservatore delle scene da osservatori privilegiati finanziari. Faber è uno di quelli che facendo trading speculativo si è sempre accorto del behaviour, ossia della psicologia che permea i mercati e sempre di più influisce nelle scelte politiche e strutturali dell'economia reale.
Faber sottolinea l'incongruenza tra gli interventi espansivi e restrittivi della Federal Reserve nel corso degli ultimi 9 anni e della loro incapacità di adeguarsi all'evoluzione del mercato degli operatori del credito che con il loro potere hanno stravolto le logiche finanziarie fino a poco tempo prima sostenibili.
Dal crollo del Nasdaq, la Fed portò infatti i tassi dal 6% all'1,75% nel 2003. E da questo livello li riportò al 5,25% nell'agosto 2006. Tutto ciò senza considerare che la richiesta di credito cresceva dal 7% del giugno 2004 fino al 16% nel 2007, ad una velocità cinque volte superiore alla crescita del PIL. Conseguenze? Un mercato immobiliare selvaggio, dalle nuove costruzioni alle vendite, non sostenuto da valori reali e soprattutto relativi ad un'effettiva espansione nella produzione industriale ed una svalutazione inflattiva mostruosa con aumento esponenziale del deficit commerciale.
Il tutto condito dalla crescita delle economie ormai emerse che, diventate partner delle economie sviluppate e di quella americana in particolare hanno impresso ulteriore velocità a questo meccanismo per le loro necessità di crescita e di approvvigionamento di taluni asset come petrolio, materiali ferrosi ecc., dal medio oriente all'america latina.
Intermarket saltato? Un'altra conseguenza! Sono cresciuti insieme i prezzi di case, arte, azioni, materie prime e pure obbligzioni.
Cose mai viste.
Soprattutto quando dopo l'intervento su LTCM, il più grande scandalo finanziario prima della truffa Madoff, il sistema finanziario ha pensato di avere un bel paracadute da parte di chi si è succeduto alla Casa Bianca, sempre in grado con il suo prestigio di essere convincente con tutti i suoi colleghi planetari.
Secondo Faber dunque, l'intervento pubblico è un disastro e lo ha dimostrato, sarebbe meglio far sfogare il libero mercato con se stesso perchè si morigerasse nella consapevolezza del suo istinto di sopravvivenza.
Via WallStreetJournal : http://online.wsj.com/article/SB123491436689503909.html
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