Martedì 07 Febbraio 2012

Per non giocare a dadi con i vostri soldi

Ho sempre pensato che per giocare a dadi ci fossero i casinò. Solo con il metodo potete far fruttare i vostri soldi

La lente di ingrandimento:

Per gestire il denaro occorrono delle buone lenti per vedere le trappole nascoste

Su o giù?

Diffidate da chi ha sempre la risposta su dove vanno i mercati. Hosempre cercato solo di capire dove il mercato mi volesse portare ed ho cercato di seguirlo

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Investire o risparmiare, questo è il dilemma. Stampa E-mail
Scritto da Alberto Duse   
Domenica 08 Febbraio 2009 05:46
Investire o risparmiare, questo è il dilemma. Molti danno la colpa alle bolle speculative del fatto che i risparmi si siano trasformati in investimenti ed in molti casi con gradi di rischio ben oltre il lecito. Altri fanno mea culpa di avidità e riconoscono che i tempi ed i modo in cui si sono creati e distrutti i valori mobiliari dipendano da un eccesso di confidenza con prodotti speculativi. Ecco cosa ne pensa Hanspeter ehrsham nella LFB L’ultima volta ho elencato 4 sintomi che segnalano la presenza di una crisi non ancora superata. Il sintomo numero tre è stata intitolato “Sfiducia nelle istituzioni”. Da momento della vittoria del capitalismo sul comunismo e la fine della Guerra Fredda nel 1989 ha preso avvio una progressiva disintegrazione della coesione sociale che ha portato ad un fenomeno molto diffuso soprattutto nei paesi anglosassoni e i suoi satelliti europei: La privatizzazione degli utili e la nazionalizzazione delle perdite. Un atteggiamento egoista che ha portato ad un paio di riflessioni un conosciuto osservatore dei mercati finanziari. Si riferisce allo schema Ponzi (Madoff) che funziona un po’ come la catena di San Antonio. Ponzi è il nome di un emigrante italiano in America che praticò negli anni Venti riuscendo a coinvolgere 45 mila persone e a raccogliere 15 milioni di dollari dell’epoca. Prometteva rendimenti del 50 % in 45 giorni, realizzati, a suo modo di vedere, con operazioni di arbitraggio tra il dollaro americano e la Lira italiana. “Addirittura, anche lo Stato stesso potrebbe trasformarsi in un immenso Schema Ponzi, dato che secondo Hummler (autore dell’articolo) è basato “sulla perequazione tra cittadini attivi e passivi e basta soltanto una piccola battuta d’arresto della crescita futura dell’economia o dello sviluppo demografico per far moltiplicare l’indebitamento esistente. Per molti politici è forte la tentazione di voler emulare Madoff facendo apparire un sistema eccessivamente indebitato come un apparato perfettamente funzionante. Il risultato sarebbe appunto un gigantesco Schema Ponzi”. Ecco un’altra considerazione concernente proprio le valutazioni dei mercati finanziari. “Finora, il settore privato ha dovuto subire una forte correzione di valore, mentre sul fronte opposto il settore pubblico, ad eccezione dell’Islanda, è rimasto indenne”. “Questo mantenimento del valore del denaro e di titoli del debito pubblico non è sostenibile. Il rischio che di fronte alla leggerezza finanziaria dell’apparato politico siano proprio il denaro e i titoli pubblici a essere oggetto di revisioni è enorme”. La Comunità Europeo sta intraprendendo tutto per abolire il segreto bancario. Gli Stati desiderano che non ci sia più nascondiglio e segretezza. Moralmente ci sono poche giustificazione per un nascondiglio in quanto altrimenti un cittadino corretto deve pagare in sostituzione di quello che scappa al suo obbligo morale e legale. Il segreto bancario è nato prima della Seconda Guerra Mondiale per proteggere i cittadini dalle persecuzioni di Stati Totalitari. L’enorme fabbisogno di finanziamento da parte dello Stato per far fronte alla crisi spingerà le autorità fiscali e diventare sempre più invadenti, compito sempre meno difficile in un modo sempre meno “privato” e totalitario nei termini finanziari. Il segreto bancario, come lo conosciamo oggi, con le sue strette misure di antiriciclaggio e rigidi controlli, non è forse l’ultimo baluardo di fronte ad uno Stato che rischia di crollare sotto il fardello della “nazionalizzazione delle perdite” e per dettato della dittatura del capitalismo? Vorrei ritornare alla mia domanda originale: “Investire oppure risparmiare”. Dando debito peso al fatto che l’attuale crisi sia più profonda di quelle vissute dal 1929 vorrei fare un paio di considerazioni (una crisi voluta dalle autorità è ben diversa di una causata dal fallimento di un’importante parte del sistema bancario). Ancora 18 mesi fa venivo considerato un “cretino” chi guadagnava poco oppure non prometteva utili stratosferici. Andavano a ruba tutti i prodotti più esotici e i più difficili da capire. Bisognava investire ad ogni costo! Oggi viviamo il fenomeno opposto. Vorremmo investire solo negli strumenti più sicuri come titoli di stato e altro. Come sempre siamo un greggio di pecore. L’attuale situazione di crisi crea la naturale volontà di risparmiare, un atto difensivo non privo di giustificazioni logiche. Verrà il momento che bisognerà investire nel nostro futuro prendendo decisioni coraggiose investendo nei veri valori morali e materiali. Spero che la Lettera Finanziaria Basilese possa dare un valido contributo in questo senso. Warren Buffett ha trovato una via tutta sua. Si rende conto che i tempi d’attesa saranno lunghi e che vorrebbe essere remunerato egregiamente per il suo coraggio. Ha fatto investimenti in Goldman Sachs, Swiss Re e altre società tramite obbligazioni convertibili con tassi d’interesse del 12 % o più con o senza conversione forzata del capitale in azioni ad un forte sconto dal prezzo di mercato del momento. Una tattica furba che comunque esprime il parere che l’obbligazione convertibile sia forse l’investimento più vantaggioso in questo momento. La liquidità e una buona dose di pazienza permettono di imporre le proprie condizioni a condizioni fino a poco tempo fa impensabili. Ci sono due modi per imitare l’investimento di Warren Buffett. Acquistare un fondo specializzato in obbligazioni convertibili (vedi il portafoglio strategico della LFB) oppure acquistando il titolo Berkshire Hathaway (quotato alla borsa americana ad un prezzo poco sotto $ 100’000). Non ci sono dei dubbi che l’anziano Buffett stia facendo un gran lavoro. Anche lui ha sofferto per il calo delle borse nel 2007 – 8. Contrariamente a molti titoli e indici le quotazioni della sua società è ancora sopra i minimi segnati nel 2005. Paga oggi la sua prudenza. Nel 2003 avevo deciso che le sue società (soprattutto le assicurazioni) dovevano eliminare tutti i prodotto potenzialmente tossici e che dovevano ridurre l’impiego di derivati ad un minimo. In somma un mondo semplice basato sulla trasparenza e l’onesto lavoro.