| Crisi finanziaria e diversificazione: I vecchi metodi non bastano |
|
|
| Scritto da Alberto Duse | |||
| Martedì 25 Agosto 2009 22:47 | |||
|
Analizzando infatti periodi come gli anni 70, 80 e 90, osserviamo che ad un dato livello di rischio corrispondeva un premio al rischio di entità ragionevole, producendo buoni rendimenti. Per ottenere gli stessi rendimenti in futuro di quelli appena citati, non basterebbero 50 anni. Lo, ritiene infatti che solo da una maggiore diversificazione di assett class, si possano attendere rendimenti importanti e tra queste cita le materie prime, i titoli di stato legati all'inflazione e il mercato immobiliare. Per affermare ciò, il manager parte dalla sua esperienza legata alla psicologia degli investitori, rilevando che i fattori che hanno generato la recente grave crisi, non sono diversi da quelli che tradizionalmente hanno riguardato i mercati in passato. Sono l'animo umano ed il libero mercato a creare le crisi, dunque avendone maggiore coscienza ed utilizzando strumenti più adatti a proteggersi, si potrebbero affrontare tali periodi con maggiore serenità. Bisogna dunque stare attenti agli investitori che dall'euforia posso generare un'altra bolla ed utilizzare indici diversi per monitorare l'evoluzione dei mercati
|


In un'intervista a Wealthtrack, Andrew Lo, gestore di hedge fund e professore all' MIT di Boston, afferma che la crisi finanziaria ha dimostrato la necessità di un nuovo tipo di diversificazione degli investimenti: La strategia di comprare e tenere un titolo per lungo tempo risulta dunque incompleta per gli investitori, in quanto adatta a sfruttare solo i rialzi dei mercati.